Come migliorare il rapporto con un figlio adolescente

Come migliorare il rapporto con un figlio adolescente è la domanda che Laura si porta dentro da settimane, da quando la tensione con Simone non si è mai davvero sciolta.

Dopo un confronto con uno psicologo, ha capito che la prima cosa da fare è cambiare la domanda che si pone ogni sera e che solo il suo cambiamento può provocare quello di suo figlio.

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Come migliorare il rapporto con un figlio adolescente: la domanda di Laura

Laura, uscendo dallo studio dello psicologo, ripensava ai mesi trascorsi inviando messaggi a Simone, geolocalizzandolo e a tutti i silenzi logoranti vissuti.

Lì aveva capito una cosa che le era sempre sfuggita: il suo bisogno di sapere dove fosse Simone, di leggere ogni suo silenzio come un allarme, nasceva dalla paura di perderlo, non dalla sfiducia in lui.

Aveva sempre agito su quella paura invece di dichiararla apertamente, a lui o a se stessa.

Decide allora di provare qualcosa di diverso: alla prossima tensione, invece di controllare, proverà a nominare quello che sente davvero, senza aspettarsi nulla in cambio.

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Quando la mossa cambia, cambia anche la risposta

L’occasione arriva prima del previsto: un venerdì sera, Simone rientra di nuovo oltre l’orario.

Laura sente il messaggio di controllo formarsi nella sua mente, come sempre, ma questa volta non lo scrive.

Gli dice, appena lo vede, che ha paura quando non sa dove si trova, non perché non si fidi di lui.

Simone resta in silenzio un istante più del solito, spiazzato da una sincerità che non si aspettava e per la prima volta risponde con qualche parola vera, non un monosillabo.

Il padre, che di solito cambia discorso, questa volta resta ad ascoltare invece di proporre la solita pace.

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Come migliorare il rapporto con un figlio adolescente: cosa resta da imparare

Quella sera non ha risolto tutto e Laura lo sa.

Simone tornerà a chiudersi qualche volta, lei sentirà ancora la tentazione di controllare e le vecchie abitudini non spariscono in una sera.

Cambiare la propria mossa non garantisce che l’altro cambi subito: garantisce solo che smettiamo di alimentare, senza saperlo, la stessa distanza che vorremmo colmare.

Ed è l’unico punto su cui abbiamo il controllo.

Possiamo scegliere la mossa da fare per primi, ogni volta che la tensione torna a salire.

Spunti di riflessione

• Quale paura provi a nascondere dietro un comportamento che agli altri sembra controllo o distanza?
• Come cambierebbe una conversazione difficile in famiglia se iniziassi dicendo cosa provi invece di cosa vuoi che l’altro faccia?
• Cosa ti trattiene, di solito, dal fare per primo la mossa diversa che vorresti vedere nell’altro?

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