Non sentirsi a casa da nessuna parte: perché succede

Ci sono valigie che non si disfano mai del tutto. Non sentirsi a casa da nessuna parte comincia da un dettaglio così: una scatola che resta in un angolo per lungo tempo.

Capita a chi si è spostato per studio o per lavoro, in un’altra città o in un altro Paese, e lì ha costruito, o prova a costruire, una vita nuova.

Poi torna e scopre che quella di prima gli sta addosso in modo diverso.

.

Non sentirsi a casa da nessuna parte: due versioni di sé

Chi si sposta impara presto a modularsi.

Così cambia l’accento o accorcia certi racconti, perché doversi spiegare ogni volta stanca e resta il dubbio di non essere capito fino in fondo.

Si tengono da parte le abitudini che altrove sembrerebbero strane e si guarda chi ascolta per capire fin dove spingersi.

Funziona: è così che una vita lontano si costruisce.

Il punto è che non si smette mai: adattarsi diventa la condizione.

Il non sentirsi a casa da nessuna parte si insinua lì: da una prova che dura, da legami che non si sono ancora formati e da una fatica che nessuno vede.

.

Quando si torna, il tempo va all’indietro

Poi si torna e capita una cosa che si racconta di rado.

Il posto rimasto libero è quello di quando si è partiti: le gerarchie tornano quelle di allora, le conversazioni dei primi giorni sono fatte di date e ci si sente parlare con una grammatica che ormai sta scomoda.

Per qualcuno è un sollievo: l’autonomia che ci si è costruiti si posa per qualche giorno e si torna a essere figli, adulti a intermittenza.

Per qualcun altro è una stanza stretta, un tempo in cui si decideva poco di sé e i giorni cominciano a contarli.

Si può essere accolti benissimo e sentirsi comunque ospiti.

.

Non sentirsi a casa da nessuna parte: da dove ripartire

La domanda che ci si fa, di solito, è quale delle due versioni sia quella vera.

Presuppone che una sia autentica e l’altra una recita e costringe a sceglierne una.

Sono invece due modi di stare al mondo, imparati in due posti diversi, e servono entrambi.

Qualcosa si modifica quando smettiamo di tenerli separati: quando una qualità cresciuta in famiglia (l’attenzione alle persone, la lentezza, persino il modo di stare a tavola) arriva dove viviamo adesso e da ricordo diventa risorsa.

L’appartenenza, intanto, si è spostata dalle mura alle persone.

E questo è diventare grandi altrove.

Spunti di riflessione

• In quali momenti ti accorgi di cambiare voce, parole o abitudini a seconda di dove ti trovi?
• Cosa succede dentro di te nei primi giorni in cui torni nel posto da cui sei partito?
• Quale parte di te tieni per un posto solo e potrebbe stare bene anche nell’altro?

L'articolo ti riguarda?

Scrivimi per una consulenza gratuita: ti rispondo di persona.

Condividi questo articolo con chi potrebbe trovarsi nella stessa situazione

Lascia un commento