Cause della bassa autostima: cosa alimenta il dubbio su di sé

Le cause della bassa autostima non affiorano subito.

A un certo punto del percorso, Daniela smette di descrivere cosa non va e inizia a chiedersi perché.

«So già che mi blocco, che cerco approvazione», dice. «Ma da dove viene tutto questo?»

È la domanda giusta. E le radici, quasi sempre, sono più profonde di quanto immaginiamo.

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Cause bassa autostima: le radici nella storia familiare

Raramente si tratta di un singolo fallimento.

Più spesso è un accumulo di messaggi ricevuti nel tempo, un contesto in cui il valore era legato alla prestazione, non alla persona.

La madre di Daniela era esigente, raramente soddisfatta: quando faceva qualcosa di buono, lei sottolineava già ciò che mancava.

Un modo di stare al mondo che Daniela ha interiorizzato senza accorgersene.

Le figure di riferimento plasmano fin dall’infanzia il valore che attribuiamo a noi stessi: il giudizio degli altri diventa il filtro attraverso cui ci vediamo.

Daniela ha imparato presto che per sentirsi abbastanza bisognava dimostrarlo, ogni volta.

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Quando la ricerca di conferme diventa una trappola

Quella convinzione ha generato un meccanismo preciso: Daniela cerca conferme esterne per sentirsi adeguata.

Ma non bastano mai e, quando non arrivano, la sensazione di inadeguatezza si riconferma da sola.

Lo conosceva già questo blocco, quella difficoltà a prendere qualsiasi decisione, anche la più semplice, senza prima cercare l’approvazione di qualcuno.

Evitare l’esposizione, non parlare in riunione, non accettare la promozione: strategie che sembrano protettive, ma che impediscono le esperienze correttive, quelle che potrebbero smentire la convinzione di non essere abbastanza.

«Mi rendo conto di essermi costruita una gabbia», dice Daniela.

Non è un difetto di carattere: è uno schema che si auto-alimenta e si può modificare.

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Cause della bassa autostima: riconoscere la dinamica per uscirne

Riconoscere le cause della bassa autostima e i meccanismi che la mantengono attiva, è il passaggio che cambia tutto.

Finché ha vissuto il blocco come una debolezza personale, Daniela ha cercato soluzioni nel posto sbagliato.

Adesso che ha letto diversamente la dinamica, può iniziare a lavorarci dall’interno.

Non si tratta di convincersi di valere: si tratta di sperimentare comportamenti diversi, anche piccoli, e osservare cosa cambia nella percezione di sé.

A volte basta riconoscere da dove viene il blocco per iniziare a sperimentarsi e percepirsi in modo diverso.

Spunti di riflessione

• Il modo in cui ti sei sentita/o valutata/o in famiglia assomiglia a quello in cui valuti te stessa/o oggi?
• C’è una persona nella tua vita dalla cui approvazione dipendi più di quanto vorresti?
• Riesci a ricordare una situazione che hai evitato per non rischiare di sentirti inadeguata/o e cosa hai perso facendolo?

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