Tentate soluzioni: quando il rimedio diventa problema
Le tentate soluzioni sono strategie per risolvere un problema che finiscono per mantenerlo o aggravarlo.
Ti è mai capitato di fare sempre la stessa cosa sperando che funzioni, anche quando vedi che nulla cambia?
Ripetiamo comportamenti che sembrano sensati ma alimentano proprio ciò che vogliamo eliminare.
Tentate soluzioni: cosa sono e come nascono
Una tentata soluzione nasce da un’intenzione positiva: vogliamo risolvere qualcosa che ci fa stare male.
Applichiamo una logica che sembra ragionevole ma che produce l’effetto opposto.
I genitori iperprotettivi sostituiscono il figlio nelle difficoltà pensando di aiutarlo, ma impediscono lo sviluppo della sua autonomia.
Chi evita situazioni che generano ansia conferma la pericolosità della situazione, aumentando la paura invece di ridurla.
Le tentate soluzioni generano circoli viziosi comportamentali: più ci ostiniamo a tentare di risolvere nel modo sbagliato, più il problema si rafforza.
Come funzionano i meccanismi disfunzionali
Il meccanismo è semplice ma insidioso: la soluzione diventa parte del problema.
Chi si lava le mani compulsivamente per eliminare germi immaginari non trova mai la pulizia sufficiente: ogni lavaggio alimenta il dubbio e richiede un ulteriore controllo.
Chi soffre di ansia da prestazione controlla ogni dettaglio per evitare errori, ma l’ipercontrollo aumenta la tensione e rende più probabile l’errore temuto.
Oppure si cerca di ridimensionare l’ansia e si evitano le situazioni che la provocano, ma l’evitamento conferma il pericolo, amplifica la paura e, di conseguenza, l’ansia.
Nelle relazioni di coppia, chi ha paura di perdere il partner diventa controllante e sospettoso, generando proprio la distanza che voleva evitare.
Questi comportamenti ripetitivi possono trasformarsi in veri e propri circoli viziosi.
Più ripetiamo la soluzione inefficace, più rafforziamo il problema.
Come riconoscere le tentate soluzioni nella tua vita
Riconoscere quando mettiamo in atto una tentata soluzione richiede onestà con noi stessi.
Il primo segnale è la ripetizione: facciamo sempre la stessa cosa aspettandoci risultati diversi.
Il secondo è il peggioramento: nonostante gli sforzi, la situazione non migliora o addirittura peggiora.
Il terzo è la sensazione di essere intrappolati: sappiamo che qualcosa non funziona, ma non riusciamo a fare diversamente.
Quando diciamo “devo controllare di più”, “devo evitare”, “devo intervenire subito”, stiamo probabilmente applicando una tentata soluzione.
Uscire dallo schema disfunzionale richiede un cambiamento di prospettiva e l’adozione di strategie diverse, spesso controintuitive rispetto alla logica seguita finora.
*Dedicato a tutti quelli, e sono tanti, che rischiano di perdersi nei circoli viziosi delle tentate soluzioni e a quelli che, invece, ne sono usciti.
Spunti di riflessione
• Quali comportamenti ripeti continuamente sperando che funzionino, anche se vedi che non cambiano la situazione?
• In quali situazioni ti ritrovi a pensare “devo fare di più” anche quando fare di più non ha mai funzionato?
• Riesci a identificare un momento in cui hai smesso di fare qualcosa che credevi necessario e la situazione è migliorata?




