Dipendenza relazionale: perché lo stesso schema si ripete
La dipendenza relazionale inizia spesso con una domanda.
Sara, nel primo colloquio, mi disse: «Non capisco perché mi ritrovo sempre nella stessa situazione, con persone diverse».
Aveva ragione a chiedersi perché.
Dipendenza relazionale: le radici di uno schema
La dipendenza relazionale non nasce dal nulla.
Si forma lentamente, a partire da ciò che abbiamo imparato nelle relazioni più precoci.
Sara aveva capito da piccola che per essere accettata doveva rendersi utile.
Non glielo avevano detto: lo aveva dedotto, adattandosi.
Quello che impariamo da bambini sulle relazioni diventa una mappa interna che utilizziamo da adulti, spesso senza sapere che esiste.
Il problema non è avere una mappa: è usarla automaticamente, anche quando il contesto è cambiato.
Riconoscere questa mappa è già un passo.
Non per giudicarla, ma per iniziare a leggerla e pensare in cosa e come modificarla.
Perché continuiamo a fare la stessa cosa
C’è un paradosso al cuore degli schemi relazionali: ripetiamo ciò che conosciamo proprio perché lo conosciamo.
Il familiare, anche quando è doloroso, ha un senso.
L’ignoto, anche quando potrebbe essere meglio, spaventa.
Sara si sentiva a disagio quando qualcuno la trattava con cura senza chiederle nulla.
Quella gentilezza le sembrava strana, quasi sospetta.
Il suo sistema era calibrato su relazioni in cui l’affetto si guadagnava.
Una relazione gratuita non rientrava nella sua mappa.
Questo non significa che siamo destinati a ripetere. Significa che lo schema ha una logica, e che quella logica può essere compresa
Comprenderla è la condizione per poterla cambiare.
Dipendenza relazionale: cosa alimenta lo schema
Tutto questo si mantiene attraverso il bisogno di approvazione.
Quando il senso di valore dipende da come gli altri ci rispondono, finiamo per modellarci in funzione di ciò che pensiamo l’altro si aspetti.
Sara lo faceva automaticamente: anticipava i bisogni degli altri prima ancora che venissero espressi.
Il risultato è che le relazioni diventano un campo in cui ci si muove in difesa.
Si dà per paura di perdere, non per scelta.
Si tace per evitare conflitti, non per tranquillità.
Se riconosci qualcosa di tuo, puoi leggere i segnali esplorati nell’articolo precedente.
Nel prossimo articolo di questo ciclo vedremo come interrompere lo schema e costruire relazioni più libere.
Spunti di riflessione
• C’è una situazione della tua infanzia in cui hai imparato che per essere accettato dovevi fare qualcosa di specifico?
• Quando qualcuno ti tratta con cura senza chiederti nulla in cambio, come ti senti?
• Riesci a identificare il momento in cui nelle relazioni smetti di agire per scelta e inizi ad agire per paura?




