Genitori iperprotettivi: stai bloccando tuo figlio?
Genitori iperprotettivi si diventa spesso senza accorgersene.
Marco e Alessia hanno una figlia di 17 anni, Sofia.
Ogni mattina Alessia controlla lo zaino di Sofia, le propone i vestiti da indossare, l’accompagna a scuola in auto anche se la scuola è poco distante.
Marco controlla quotidianamente i voti online e interviene direttamente con gli insegnanti per ogni valutazione insufficiente.
Quando Sofia ha proposto di iscriversi all’università in un’altra città, i genitori hanno provato a dissuaderla con argomentazioni poco convincenti.
Gli indicatori dei genitori iperprotettivi
Come riconoscere se stai superando il confine tra protezione sana e iperprotezione?
Ecco gli indicatori chiave:
• sostituirsi al figlio nelle attività che potrebbe gestire autonomamente
• anticipare sistematicamente ogni suo bisogno prima che lo esprima
• limitare le sue esperienze per evitare qualsiasi possibile frustrazione o fallimento
• manifestare ansia intensa quando il figlio affronta situazioni nuove
• interferire nelle sue relazioni sociali o scolastiche
Un segnale importante è la difficoltà del figlio a prendere decisioni autonome o ad assumersi responsabilità appropriate alla sua età.
Le radici del comportamento iperprotettivo dei genitori
L’iperprotezione non nasce da cattive intenzioni, ma da dinamiche psicologiche complesse.
Spesso i genitori iperprotettivi hanno vissuto esperienze infantili difficili e vogliono “riparare” proteggendo eccessivamente i figli.
L’ansia genitoriale, se non elaborata, si trasforma in comportamenti di controllo.
In altri casi, i genitori proiettano sui figli le proprie insicurezze e paure, oppure cercano di mantenere un ruolo centrale nella vita dei figli per colmare vuoti affettivi personali.
La società contemporanea, con la sua enfasi sui pericoli e sulla competizione, amplifica queste tendenze creando un clima di allarmismo che giustifica l’ipercontrollo.
I genitori iperprotettivi e le conseguenze sui figli
L’iperprotezione impedisce ai figli di sviluppare competenze di problem-solving e tolleranza alla frustrazione.
Sofia non sa gestire situazioni impreviste e dipende emotivamente dai genitori per ogni scelta.
Fatica a costruire relazioni significative con i coetanei e manifesta scarsa autostima, perché non ha mai sperimentato la soddisfazione di superare difficoltà da sola.
Rischia, da adulta, di cercare figure protettive, sviluppare dipendenza affettiva o ribellioni tardive e disfunzionali.
Spunti di riflessione
- Quante decisioni quotidiane lasci che tuo figlio prenda autonomamente?
- Quando tuo figlio affronta una difficoltà, il tuo primo impulso è risolverla tu o aiutarlo a trovare soluzioni?
- Riesci a tollerare che tuo figlio sperimenti piccoli fallimenti o insuccessi?




